Inserito da Michele Sambin il
06/10/2015
in
galleria de'Foscherari

video, disegni , installazioni, performance.
Mostra a cura di Lisa Parolo con la collaborazione di Carlo Ansaloni e Lola Bonora
cura e allestimento video installazioni Carlo Ansaloni

Il titolo della personale di Michele Sambin - Looking for listening - è traducibile da un lato come “guardare per ascoltare”, ma dall’altro può essere tradotto come “cercare per ascoltare”. Nasce quindi la possibilità di una doppia interpretazione che fa riferimento da una parte alla ricerca dell’artista, indirizzata verso particolari modalità di ascolto, che passano attraverso l’udito e la vista. Dall’altra cercare è un’azione che si fa prettamente attraverso gli occhi e in questo secondo caso il titolo funge da monito all’osservatore, un indizio attraverso il quale scoprire il senso delle opere lette solo attraverso l’ascolto del suono e la visione dell’immagine. Sin da qui si può comprendere che per Sambin l’arte non è un oggetto concreto, chiuso in se stesso, bensì un linguaggio intermediale composto di diversi mezzi espressivi - il video, il suono, la pittura, la fotografia, la pellicola, il corpo dei performer -e attraverso l’interazione che l’opera ha con la sua documentazione, sia essa posteriore o precedente. In tutti i casi, infatti, il processo di composizione fa parte e non si differenzia dall’opera e i documenti sono allo stesso tempo materialità e traccia di artefatti destinati a farsi fluidi ed effimeri. In ultimo, il titolo della mostra è lo stesso di un’opera eseguita la prima volta nel 1977 (di cui si parlerà in seguito) scelto appositamente per sottolineare l’altra tematica alla quale Sambin è legato, quella della temporalità. Da un lato il tempo è qui inteso come durata che s’impone allo spettatore, com’è caratteristico delle opere time-based; dall’altro, più idealmente, viene paragonato dall’artista a una spirale che torna su di sé uguale ma consumata, costantemente in divenire. Come il tempo anche l’artista torna indietro spesso sul suo lavoro, riprendendolo, citandolo, rivisitandolo in un continuo aggiornamento che si pone in continuità e non in opposizione con il passato.         Lisa Parolo

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