Inserito da Michele Sambin il
03/06/2015
in
oggetto scultoreo mobile

legno, barra filettata, cielo

Quest'inverno all'Ovile, mentre con l'accetta tagliavo dei pezzi di legno per metterli nella stufa, mi sono accorto che  questa materia destinata al fuoco e tagliata a spacco era bellissima, emanava luce. Ho continuato a tagliare, alcuni pezzi mi hanno riscaldato altri li ho composti cambiandone il destino. Nobilitare qualcosa di apparentemente insignificante mi da una grande soddisfazione. Una materia bassa può diventare alta, in tutti i sensi. Aprire a nuovi punti di vista  è una mia vocazione. Quand'ero piccolo, vicino a casa incontravo spesso un vecchio contadino che mi intratteneva con i suoi racconti, poi, quando aveva esaurito l'episodio si fermava come incantato e appoggiandosi al bastone alzava lo sguardo al cielo rimanendo immobile, enorme davanti a me. Solo dopo lunghi attimi di mio disagio sciolglieva l'imbarazzo pronunciando "teatralmente" sempre la stessa frase: "guardiamo in alto" solo allora potevo andarmene.

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