Perdutamente

frasi rubate alla Salomè di Wilde e all'Orfeo di Cocteau

Approfondimenti

video documento di Giacomo Verde
ideazione e interpretazione
Pierangela Allegro, Michele Sambin
testi Pierangela Allegro
musica, scena, costumi, luci Michele Sambin
fonica Andrea Cappellani, Paolo Cafiero
tecnico luci Piero Zennaro
produzione Tam Teatromusica, Festival di Santarcangelo

L'opera prende spunto da una lettura incrociata e polifonica di alcune affascinanti voci letterarie, ricavandone il tema comune dello sguardo. Salomè di Wilde e Laforgue, Orfeo in Ovidio e Cocteau, Eco e Narciso nel mito classico, sono solo punti di partenza. L'insistenza dello sguardo insieme a un sentimento di presagio sono stati, alla fine, gli elementi presi a soggetto per una scrittura originale. Il risultato è un'architettura di suoni e visioni costruita sulla ricerca di un incontro tra due voci che divengono( grazie al dispositivo loop) molte voci e due sguardi che contengono molti sguardi. Un violoncello classico e uno reinventato (quasi un omaggio a Meret Oppenheim) sono protagonisti della scena.

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